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Bottoni Antonio – Cinque secoli d’Università a Ferrara – MCCCXCI-MDCCCXCI

150,00 

Elegante monografia storica pubblicata in occasione del V centenario dell’Ateneo ferrarese. Un raro omaggio alla storia accademica italiana, ricco di documenti, nomi illustri e dettagli archivistici.

Bottoni Antonio

Cinque secoli d’Università a Ferrara – MCCCXCI-MDCCCXCI

Bologna, Stabilimento Tip. Zamorani e Albertazzi, 1892

Volume in 8° (17,5 x 25), pagine 287, (1), ritratto in fotoincisione all’antiporta, qualche immagine nel testo, prima edizione. Brossura editoriale in cartoncino con titoli stampati in nero e rosso al piatto superiore e al dorso. Volume che si presenta saldo e con minimi segni del tempo, da collezione.

✦ L’autore

Antonio Bottoni (1835–1906), erudito, letterato e uomo di scuola, fu una figura di rilievo nella cultura ferrarese tra Otto e Novecento. Storico attento e appassionato divulgatore, si distinse per i suoi studi su istituzioni locali, archivi e vicende accademiche. In quest’opera Bottoni ricostruisce con rigore filologico e spirito celebrativo le vicende dell’Ateneo ferrarese nei suoi primi cinque secoli di vita, con un’impostazione che coniuga narrazione storica e omaggio culturale.

✦ L’opera

Pubblicata in occasione del V centenario della fondazione dell’Università di Ferrara (1391–1891), questa pregevole monografia è un documento fondamentale per la storia dell’istruzione superiore in Italia. L’autore vi ripercorre le origini, le vicissitudini politiche, le trasformazioni accademiche, l’evoluzione dei corsi e delle figure illustri che hanno animato l’ateneo estense dal Medioevo all’età moderna.

Particolarmente ricca è la documentazione storica inserita nel testo, con citazioni d’archivio, riferimenti a statuti universitari, elenchi di professori e studenti, episodi notevoli della vita accademica e cittadina. Il tono dell’opera è solenne e celebrativo, ma non privo di acute osservazioni critiche.

✦ L’edizione

Stampata a Bologna presso il prestigioso Stabilimento Tipografico Zamorani e Albertazzi, l’opera venne realizzata con eleganza tipografica e la cura editoriale che ne fanno oggi un testimone raro e pregiato del fervore celebrativo di fine Ottocento e della rinascita degli studi storici locali.

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